
La rivista Mosto Sacro, nella rubrica Sorsi & risorsi, dedica un approfondimento allo Astro Falanghina Spumante Brut di Cantine Astroni, raccontando la storia e la filosofia produttiva di uno dei primi spumanti da vitigno autoctono dei Campi Flegrei.
Il vino nasce dal desiderio di valorizzare la Falanghina in una versione spumante capace di esprimere identità territoriale, freschezza e grande versatilità gastronomica. Un progetto iniziato negli anni Duemila e oggi riconosciuto come una delle interpretazioni più interessanti delle bollicine campane.
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“Astro” brut, morbido spumante autoctono
Pur riconoscendo la storicità e la supremazia di alcune denominazioni nella produzione di bollicine, la spumantizzazione dei vitigni autoctoni rappresenta una strada sempre più interessante per valorizzare territori e identità locali.
Naturalmente, a patto che i prezzi non siano eccessivi e non scoraggino la curiosità del consumatore. In molti casi scegliere uno spumante da vitigno autoctono significa preferire un vino con forte personalità territoriale rispetto a un prodotto più standardizzato.
In questo contesto si collocano i progetti di spumantizzazione delle Cantine Astroni. I primi esperimenti, naturalmente con la Falanghina, risalgono ormai al 2005. Le basi erano preparate in azienda e poi inviate a Valdobbiadene per la presa di spuma.
Dal 2010, con l’acquisto delle apposite autoclavi, il processo produttivo si svolge interamente in cantina. Oggi le referenze sono tre: due da Falanghina – un brut e un extra dry – e una versione rosé da Piedirosso. Tutte portano il nome Astro.
Abbiamo assaggiato il brut. Di colore paglierino, presenta un perlage disciplinato: la grana delle bolle non è finissima, ma il flusso è continuo. Il bouquet si distingue per delicate note floreali, accompagnate da fragranze fruttate e agrumate e, soprattutto, da sensazioni che ricordano la crosta di pane.
In bocca il vino appare piacevole, morbido e ben equilibrato, con una dolcezza ben bilanciata dall’acidità che dona slancio e leggerezza al sorso. Non manca una sottile nota sapida che rende il vino più dinamico.
La persistenza è nella media, ma il risultato complessivo è molto convincente: un esempio riuscito di Charmat lungo, capace di raccontare il territorio dei Campi Flegrei.
Le sue caratteristiche lo rendono perfetto soprattutto come vino da aperitivo, ma si abbina con facilità anche ai primi piatti marinari, alle pizze bianche e ai piatti semplici della cucina mediterranea.
Tra gli abbinamenti consigliati, spiccano gli spaghetti con i lupini o le telline, piatti che valorizzano la freschezza e la sapidità dello spumante.


